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Ormai è assodato che il Brasile non è solo il paese del carnevale e della samba, del Maracana e delle spiagge di Rio.
Perlomeno dal punto di vista musicale accadono cose che poco hanno a che fare con l'immaginario comune del Brasile, un esempio sono i Sepultura. Anche l'ascolto di questo
primo album dei Toyshop fa più pensare alla California che a Copacabana, eppure Natacha Barroso (voce), Gabriel Weinberg e Waldeirrio Santos (chitarre), Rodrigo Nunes (basso), Guilherme Cesozimo (batteria), sono cinque
ragazzi brasiliani con il punk-rock nel sangue. Purtroppo, quella carioca non è una terra facile, per chi vuole fare del rock'n'roll un mezzo di sostentamento, così l'emigrare, dove gli spazi e le infrastrutture
consentono maggiori opportunità, rimane l'unica soluzione. Così i Toyshop, ingaggiati dalla Roadrunner Records sulla spinta entusiastica di Igor Cavalera (Sepultura), volano ad Hollywood ad incidere questo solare,
energetico e divertente "Party Up". Quattordici canzoni di punk-rock edulcorato, da consumare durante uno scatenato party alcolico, che risentono perlopiù dell'influenza dei Ramones, soprattutto quando i ritmi sono
accelerati e le chitarre sono abrasive, come in "Let's Go Dance", "Runaway", "So Do It". Quando invece il fervore dei Toyshop si quieta in "Daydream" oppure cambia direzione in "No Place", "I Wanna See You", "Tonight
It's You" allora sembra di ritornare alla new-wave di Blondie e dei Cars. (sg) |